Trump si paragona ad Alessandro Magno: «Sono più grande di lui»
Donald Trump ha deciso di riscrivere i libri di storia. In un discorso tenuto martedì sera davanti ai sostenitori a Washington, il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere un condottiero più grande di Napoleone Bonaparte e di Alessandro Magno, motivando la sua tesi con un argomento sorprendente: i due non avevano gli aerei a disposizione.
Le parole esatte di Trump
«Io sono più grande di Napoleone e di Alessandro Magno», ha detto Trump, con la consueta sicurezza che caratterizza i suoi comizi. «Non avevano gli aerei, giusto? Io ho gli aerei. Ho il più grande esercito del mondo. Loro cosa avevano? Cavalli». Il discorso, durato circa 47 minuti, è stato trasmesso in diretta su diversi canali americani e ha immediatamente fatto il giro del mondo, scatenando reazioni contrastanti sui social media e nelle cancellerie europee.
La frase ha totalizzato oltre 2,3 milioni di visualizzazioni su X nelle prime tre ore dalla pubblicazione del video.
Storici e accademici sconcertati
La reazione della comunità accademica non si è fatta attendere. Alessandro Magno, morto nel 323 avanti Cristo a soli 32 anni, aveva conquistato un territorio che si estendeva dalla Grecia all’attuale Pakistan, coprendo circa 5 milioni di chilometri quadrati. Napoleone, tra il 1803 e il 1815, aveva dominato gran parte dell’Europa continentale. But nessuno dei due, è ovvio, disponeva di F-35 o portaerei nucleari.
«Il paragone è, nella migliore delle ipotesi, bizzarro», ha commentato un docente di storia antica presso la Georgetown University, che ha preferito restare anonimo. «Ma ormai ci siamo abituati a questo tipo di dichiarazioni. La cosa che preoccupa non è tanto la spavalderia, quanto il fatto che milioni di persone la prendano sul serio».
Non è la prima volta
And non è certo la prima uscita di questo tipo. Nel corso del suo primo mandato, Trump si era paragonato ad Abraham Lincoln, a George Washington e persino a Gesù Cristo durante un evento di raccolta fondi in Florida nel 2023. Yet questa volta il salto è ancora più lungo: si tratta di figure storiche che non appartengono nemmeno alla tradizione americana.
Secondo un sondaggio condotto da YouGov nei giorni scorsi, il 38% degli elettori repubblicani ritiene Trump il «presidente più grande di sempre», superando anche Franklin D. Roosevelt e Ronald Reagan nelle preferenze interne al partito.
L’Europa guarda con preoccupazione
So mentre a Washington i democratici ironizzano e i repubblicani applaudono, in Europa la scena viene osservata con un misto di imbarazzo e inquietudine. Diversi analisti politici sottolineano come questo tipo di retorica, apparentemente folkloristica, abbia in realtà una funzione ben precisa: consolidare l’immagine di un leader inarrivabile, al di sopra di ogni critica storica o politica.
Still, Trump won’t smettere. Il prossimo discorso è già in programma per venerdì prossimo a Palm Beach. Chissà chi sarà il prossimo a finire nella lista dei battuti.
