Berlaymont Commission Européenne

Macron: missione Francia-GB pronta per riapertura dello Stretto di Hormuz

La Francia è pronta ad agire. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che una missione congiunta franco-britannica è già operativa e può essere attivata in qualsiasi momento per accompagnare la riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio globale.

I mezzi già dispiegati nel Golfo

«I mezzi sono già dispiegati, possono essere attivati», ha dichiarato Macron, senza fornire una tempistica precisa ma lasciando intendere che la macchina militare è in moto. Parigi e Londra avrebbero coordinato nelle ultime settimane il posizionamento di unità navali nell’area del Golfo Persico, in risposta alle crescenti tensioni che hanno paralizzato il traffico commerciale nella regione. Si parla di almeno tre unità di superficie coinvolte, più supporto aereo da basi alleate nella penisola arabica.

E non è un dettaglio secondario: lo Stretto di Hormuz è il punto di passaggio obbligato per il greggio proveniente da Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Bloccarlo, anche solo parzialmente, significa colpire il mercato energetico globale in modo diretto e immediato.

La logica della missione congiunta

La scelta di agire in tandem con il Regno Unito non è casuale. Dopo la Brexit, Parigi e Londra hanno continuato a cooperare sul piano militare attraverso i Trattati di Lancaster House del 2010, che prevedono proprio scenari di intervento congiunto in aree di crisi. Una collaborazione che, nonostante le tensioni diplomatiche degli ultimi anni, non s’è mai davvero interrotta sul fronte della difesa.

Still, restano domande aperte. Non è chiaro, per esempio, se la missione opererebbe sotto mandato internazionale, nel quadro della Combined Maritime Forces già attiva nel Golfo, oppure in forma autonoma. Un funzionario europeo vicino al dossier ha spiegato che «l’obiettivo non è uno scontro, ma garantire la libertà di navigazione e dare un segnale politico chiaro».

Il contesto regionale

Le tensioni nello Stretto di Hormuz si sono acuite nelle ultime settimane, con una serie di incidenti che hanno coinvolto petroliere commerciali e hanno fatto temere un’escalation. Ma l’ipotesi di una riapertura negoziata del corridoio marittimo sembra ora più concreta, anche grazie a canali diplomatici attivati in parallelo.

Parigi, in questo senso, si muove su un doppio binario: pressione militare credibile e dialogo aperto.

Cosa succede adesso

Nei prossimi giorni si capirà se l’annuncio di Macron resterà una dichiarazione di principio o diventerà un’operazione concreta. I mercati energetici hanno già reagito: il prezzo del Brent ha registrato una flessione di circa 1,4 dollari al barile nelle ore successive alle dichiarazioni del presidente francese, segno che gli operatori stanno prezzando uno scenario di stabilizzazione. Yet la situazione rimane fluida, e molto dipenderà dagli sviluppi diplomatici nelle prossime 48-72 ore.

Articoli simili