Ultraleggero disperso in Calabria: il mistero dei due scomparsi

Un ultraleggero svanito nel nulla. Due persone a bordo. E nessuna traccia. È il giallo che tiene con il fiato sospeso la Calabria da quando il piccolo velivolo ha perso i contatti con la torre di controllo, senza mai più riapparire su nessuno schermo radar.

La scomparsa e i primi soccorsi

L’aeromobile, un biposto ultraleggero partito nella mattinata, avrebbe dovuto percorrere una rotta di routine sopra la regione. Ma a un certo punto, il silenzio radio. I soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sono stati allertati nel pomeriggio e hanno immediatamente avviato le ricerche su un’area vastissima, stimata in oltre 200 chilometri quadrati tra le montagne della Sila e le valli circostanti. Elicotteri, unità cinofile e droni attrezzati con sensori termici battono da ore il territorio.

Le condizioni meteo non hanno aiutato. Visibilità ridotta, vento e nuvole basse hanno complicato le operazioni aeree, costringendo più volte i piloti dei mezzi di soccorso a interrompere i sorvoli.

Chi erano i due a bordo

Le identità dei passeggeri sono al momento coperte da riserbo investigativo, su richiesta della Procura competente che ha aperto un fascicolo conoscitivo. Si sa che si tratta di due uomini adulti, residenti nella regione. L’ultraleggero era regolarmente registrato e in regola con le revisioni periodiche. And yet, questo non basta a spiegare il perché del silenzio totale, senza nemmeno un segnale di emergenza attivato.

«Stiamo lavorando su tutte le ipotesi possibili, nessuna esclusa», ha dichiarato un responsabile delle operazioni di ricerca, senza voler aggiungere ulteriori dettagli.

Il giallo tecnico: perché nessun segnale?

È proprio questo il punto che più intriga gli investigatori. Gli ultraleggeri moderni sono dotati di transponder e, in molti casi, di dispositivi ELT — i trasmettitori di emergenza che si attivano automaticamente in caso di impatto violento. Ma finora non è arrivato alcun segnale. Niente. Il che apre due scenari: o il velivolo è precipitato in una zona talmente isolata da rendere impraticabile la ricezione del segnale, oppure qualcosa ha impedito l’attivazione dei dispositivi.

Still, gli esperti tendono a non escludere nemmeno guasti tecnici preesistenti all’apparecchiatura di emergenza.

Le ricerche continuano

La macchina dei soccorsi non si ferma. Nella notte sono stati schierati oltre 40 uomini a terra, coordinati dalla Prefettura locale insieme alla Guardia Costiera e all’Aeronautica Militare, che ha messo a disposizione i propri strumenti di monitoraggio satellitare. So nelle prossime ore potrebbe arrivare una svolta, o almeno un indizio concreto sulla direzione del velivolo.

La speranza è che i due uomini siano vivi da qualche parte tra quei boschi. Ma il tempo stringe, e ogni ora che passa rende le operazioni di recupero più difficili e drammatiche.

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