Piscine, la legge si arena in Senato: proteste da hotel e agriturismi

La riforma della normativa sulle piscine si è incagliata in Senato, bloccata dalle proteste del settore turistico. Hotel e agriturismi hanno sollevato un coro di critiche contro un testo che, secondo le associazioni di categoria, rischia di mettere in ginocchio migliaia di strutture ricettive in tutta Italia.

I nodi della riforma

Il provvedimento, che dovrebbe aggiornare le norme sulla sicurezza e la gestione delle piscine, introduce obblighi stringenti per le strutture turistiche. Tra i punti più contestati c’è l’obbligo di assumere bagnini qualificati per tutte le piscine oltre i 60 metri quadrati, anche quelle di alberghi e agriturismi che finora operavano con personale interno.

E non è tutto. La legge prevede anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza subacquea, defibrillatori obbligatori e controlli trimestrali dell’acqua con certificazioni specifiche. Gli investimenti richiesti potrebbero superare i 30.000 euro per struttura.

But questi costi sono solo la punta dell’iceberg.

La rivolta di Federalberghi e Confagricoltura

“Si tratta di una normativa pensata per le grandi piscine pubbliche, non per le piccole strutture turistiche che hanno vasche destinate agli ospiti paganti”, ha dichiarato un portavoce di Federalberghi. “Il risultato sarà che molti hotel dovranno chiudere le loro piscine o aumentare drasticamente le tariffe.”

Confagricoltura ha rincarato la dose, sottolineando che gli agriturismi, già alle prese con margini ridotti, non potranno sostenere questi oneri. Secondo una stima dell’associazione, almeno il 40% delle strutture con piscina potrebbe essere costretto a chiuderla definitivamente.

Un settore già in difficoltà

Il timing non poteva essere peggiore. Il turismo rurale e quello alberghiero stanno ancora recuperando dalle perdite della pandemia. Many piccole strutture hanno investito proprio nelle piscine per attrarre clientela e differenziarsi dalla concorrenza.

Yet il governo sembra intenzionato ad andare avanti, sostenendo che la sicurezza non può essere negoziabile. Il Ministero della Salute ha fatto sapere che ogni anno si registrano circa 400 incidenti in piscina, di cui una decina con esiti fatali.

So ora la palla passa alle commissioni parlamentari. Le associazioni di categoria hanno chiesto un tavolo tecnico per rivedere il testo e trovare un compromesso che garantisca la sicurezza senza strangolare le imprese. Nei prossimi giorni è atteso un emendamento che potrebbe esentare le strutture turistiche con meno di 20 camere dagli obblighi più onerosi. Ma la strada per l’approvazione si annuncia ancora lunga e tortuosa.

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