Vannacci al convegno della polizia di Torino: bufera politica e dietrofront del Ministero

Un invito che sembrava di routine si è trasformato in un caso politico nazionale. Il generale Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ed ex militare noto per le sue posizioni controverse, era stato scelto come relatore a un convegno di aggiornamento professionale organizzato dalla polizia di Stato a Torino. Bastava questo per far scoppiare la polemica.

Il sindacato difende la scelta: «È aggiornamento professionale»

A organizzare l’evento era stato il sindacato Fsp Polizia, che ha difeso a spada tratta l’invito. «Si tratta di normale aggiornamento professionale», hanno spiegato i responsabili del sindacato, sottolineando come Vannacci sia un ufficiale con un curriculum militare di tutto rispetto, autore di saggi e docente in contesti istituzionali. Per l’Fsp non c’era nulla di strano: un relatore come un altro, con competenze specifiche in ambito di sicurezza e geopolitica.

Ma non tutti la pensano così.

Le opposizioni insorgono: «Inaccettabile»

La reazione delle forze di opposizione è stata immediata e durissima. Deputati del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi Sinistra hanno definito la scelta «gravissima» e «inaccettabile», ricordando le posizioni espresse da Vannacci nel suo libro autopubblicato nel 2023, che aveva scatenato polemiche per affermazioni ritenute omofobe e razziste da gran parte dell’opinione pubblica. «Un uomo con quelle idee non può fare formazione agli agenti dello Stato», ha dichiarato un esponente dem, chiedendo spiegazioni formali al Ministero dell’Interno.

Le interrogazioni parlamentari non si sono fatte attendere: almeno tre deputati hanno annunciato presentazione di atti formali nelle prossime ore.

Il Ministero frena e l’evento rischia di saltare

La pressione politica ha fatto effetto in tempi brevissimi. Secondo fonti vicine al Viminale, il Ministero dell’Interno avrebbe fatto sapere di non aver autorizzato né sponsorizzato l’evento in questione, prendendo di fatto le distanze dall’iniziativa. Un segnale chiaro. E sufficiente a mettere in dubbio la tenuta dell’intero convegno.

Al momento in cui scriviamo, non è ancora confermato se Vannacci parteciperà effettivamente o se la sua presenza verrà cancellata. Gli organizzatori dell’Fsp non hanno rilasciato ulteriori dichiarazioni pubbliche dopo il comunicato iniziale di difesa dell’invito.

Il caso si inserisce in un clima già teso

Non è la prima volta che il nome di Vannacci crea imbarazzo istituzionale. Da quando è stato eletto al Parlamento europeo con la Lega nel giugno 2024, raccogliendo circa 533.000 preferenze — risultato record per le europee italiane — ogni sua apparizione in contesti pubblici o statali diventa un campo minato. La destra lo esalta, la sinistra lo attacca. E nel mezzo restano spesso le istituzioni, costrette a navigare tra polemiche politiche e autonomia organizzativa. Quello di Torino è solo l’ultimo episodio di una storia destinata a continuare.

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