Alberto Stasi libero: primo giorno fuori dal carcere a Garlasco
Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Bollate nella mattinata di ieri, chiudendo un capitolo lungo 16 anni. L’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto 2007, è uscito dal penitenziario milanese dopo aver beneficiato della liberazione condizionale.
L’addio al compagno di cella
La giornata è iniziata con un saluto al compagno di cella con cui Stasi ha condiviso gli ultimi mesi di detenzione. Un momento sobrio, senza grandi clamori. Alle 9:30 precise, con una borsa di effetti personali e alcuni documenti, l’ex studente universitario ha varcato i cancelli di Bollate. Ad attenderlo, la madre che non l’ha mai abbandonato in tutti questi anni.
Non c’erano telecamere né giornalisti. Stasi ha preferito l’uscita più discreta possibile.
Il pranzo con la madre e i primi progetti
Il primo pasto da uomo libero l’ha consumato a casa della madre, in una località che la famiglia ha voluto mantenere riservata. Un pranzo semplice, raccontano fonti vicine alla famiglia, fatto di normalità ritrovata dopo anni di colloqui in parlatorio. Ma Stasi ha già le idee chiare su cosa vuole fare: “Adesso un giro in moto”, avrebbe detto ai familiari, manifestando il desiderio di riprendere in mano quella passione che aveva dovuto abbandonare nel 2008, quando fu arrestato.
La moto, simbolo di libertà e spensieratezza, rappresenta forse più di ogni altra cosa il bisogno di ricominciare. Yet le condizioni della liberazione condizionale sono stringenti: Stasi dovrà rispettare precise prescrizioni e limitazioni negli spostamenti.
Le reazioni e il futuro
“La liberazione condizionale è un istituto previsto dall’ordinamento penitenziario per chi ha dato prova di ravvedimento”, ha dichiarato un funzionario del Ministero della Giustizia. “Il percorso di reinserimento sociale richiede tempo e impegno costante.”
And mentre Stasi assapora i primi momenti di libertà, Garlasco rimane una ferita aperta. Il paese della Lomellina non ha dimenticato quella mattina dell’agosto 2007, quando Chiara Poggi fu trovata morta nella sua villetta. Molti residenti hanno accolto la notizia con amarezza e rabbia.
So Stasi dovrà ricostruire la sua vita lontano dai riflettori, tra vincoli giudiziari e una società che non dimentica. I prossimi mesi saranno decisivi per capire come l’uomo che ha trascorso metà della sua vita in carcere riuscirà a reinserirsi in un mondo completamente cambiato.
