Ucraina elimina generale Davydov: l’operazione dei servizi segreti

L’Ucraina ha ucciso il generale russo Mikhail Davydov in un attentato mirato avvenuto martedì mattina a Mosca. L’alto ufficiale, responsabile dei sistemi missilistici delle forze armate russe, è deceduto dopo l’esplosione di un ordigno nascosto in uno scooter elettrico parcheggiato nei pressi della sua abitazione nel quartiere Ryazansky della capitale russa.

L’operazione dei servizi segreti ucraini

Secondo fonti della sicurezza ucraina, l’operazione è stata pianificata per settimane. Gli agenti dell’SBU avrebbero monitorato gli spostamenti quotidiani di Davydov, mappando con precisione i suoi orari e percorsi abituali. L’ordigno esplosivo, azionato a distanza, è detonato alle 6:12 del mattino, quando il generale stava uscendo dal portone del suo palazzo residenziale.

La dinamica dell’attentato ricorda quella che ha portato all’eliminazione di altri alti ufficiali russi. Ma questa volta l’obiettivo era particolarmente significativo.

Chi era il generale Davydov

Davydov, 58 anni, ricopriva un ruolo chiave nella struttura militare russa. Era responsabile della supervisione dei sistemi missilistici utilizzati nei bombardamenti sulle città ucraine. Nelle ultime settimane, secondo Kiev, avrebbe coordinato almeno tre massicci attacchi contro infrastrutture civili che hanno causato la morte di 47 persone.

L’alto ufficiale aveva ricevuto diverse decorazioni dal Cremlino per il suo servizio. Yet proprio queste operazioni l’avrebbero reso un obiettivo prioritario per i servizi ucraini.

La reazione di Mosca e Kiev

Il ministero della Difesa russo ha confermato la morte di Davydov, parlando di “atto terroristico” e promettendo una “risposta adeguata”. Le autorità hanno aperto un’indagine, ma finora non ci sono stati arresti. And questo non sorprende, considerando che gli esecutori materiali sarebbero già fuggiti dal territorio russo.

Da Kiev, un funzionario dei servizi di sicurezza ha dichiarato a condizione di anonimato: “Coloro che ordinano attacchi contro civili ucraini devono sapere che non c’è luogo sicuro per loro, nemmeno a Mosca.”

L’eliminazione di Davydov rappresenta un messaggio inequivocabile. So mentre la guerra continua sul campo di battaglia, si intensifica anche quella nell’ombra, dove i servizi segreti ucraini dimostrano una capacità operativa crescente, anche nel cuore della Russia.

Articoli simili