Caro benzina: decreto taglia accise in arrivo dopo vertice Meloni-Giorgetti

Il caro benzina torna a mordere gli italiani e il governo corre ai ripari. Dopo un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Palazzo Chigi si prepara a varare un decreto che punta a tagliare le accise sui carburanti, nel tentativo di alleggerire una bolletta alla pompa che ormai supera stabilmente 1,80 euro al litro per la verde in molte aree del paese.

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento allo studio dell’Esecutivo punta a una riduzione temporanea delle accise, lo stesso strumento già utilizzato dal governo Draghi nel 2022 durante la crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Allora il taglio fu di 30 centesimi al litro, finanziato per diversi mesi consecutivi. Questa volta, secondo fonti vicine al dossier, la misura potrebbe essere più contenuta — nell’ordine dei 10-15 centesimi — e legata all’andamento del prezzo del greggio sui mercati internazionali. Ma i dettagli tecnici sono ancora in definizione.

La copertura finanziaria resta il nodo principale. Il Mef sta lavorando per individuare risorse senza sforare i vincoli di bilancio già stretti, con la manovra autunnale all’orizzonte.

Il peso del caro carburante sulle famiglie

I numeri parlano chiaro. Secondo le rilevazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il prezzo medio della benzina in modalità self service ha toccato nelle ultime settimane quota 1,84 euro al litro, mentre il diesel si attesta attorno a 1,72 euro. Per una famiglia che percorre in media 15.000 chilometri l’anno, l’aumento rispetto ai prezzi di inizio 2024 si traduce in una spesa aggiuntiva stimata tra i 200 e i 300 euro annui.

E non è solo una questione di automobilisti privati. Le imprese di trasporto e la logistica sono sotto pressione, con ricadute inevitabili sui costi delle merci.

Le reazioni politiche

«Il governo è al lavoro per dare risposte concrete ai cittadini nel più breve tempo possibile», ha dichiarato un esponente della maggioranza al termine delle consultazioni di ieri. Yet le opposizioni non ci stanno. Il Partito Democratico chiede un intervento strutturale e non l’ennesimo provvedimento tampone, mentre il Movimento 5 Stelle rilancia la sua proposta di una riforma organica del sistema delle accise, che in Italia pesano per circa 70 centesimi su ogni litro di benzina venduta.

Still, al momento, Fratelli d’Italia e i suoi alleati sembrano intenzionati ad andare avanti con la strada del decreto.

Cosa succede adesso

Il testo del decreto potrebbe approdare in Consiglio dei Ministri già nelle prossime settimane, probabilmente entro fine mese. Dipenderà anche dall’evoluzione del prezzo del Brent, che nelle ultime sedute ha mostrato segnali contrastanti.

So la partita è ancora aperta. Il governo sa che non può permettersi di arrivare all’estate — con i grandi spostamenti delle vacanze — senza aver dato una risposta visibile al problema. Il decreto taglia accise è, al momento, la carta principale sul tavolo.

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