Sospesa ‘Cip e Ciop’: lavoro nero nella cornetteria da 1,5M follower
La celebre cornetteria napoletana ‘Cip e Ciop’, con oltre 1,5 milioni di follower su Instagram, è stata sospesa dalle autorità. L’operazione dei carabinieri del Nas e dell’Ispettorato del Lavoro ha fatto emergere un quadro preoccupante: lavoratori in nero, gravi violazioni igienico-sanitarie e mancato rispetto delle norme di sicurezza.
Il locale, diventato un punto di riferimento per influencer e turisti grazie alla sua presenza massiccia sui social, dovrà ora rispondere di pesanti irregolarità che vanno ben oltre l’immagine patinata mostrata online.
Le violazioni scoperte durante i controlli
Durante l’ispezione sono stati trovati cinque lavoratori completamente in nero su un totale di otto dipendenti presenti. That’s oltre il 60% della forza lavoro impiegata senza contratto. Le autorità hanno inoltre riscontrato carenze igienico-sanitarie nella preparazione degli alimenti e nell’area di stoccaggio delle materie prime.
Ma non è tutto. Gli ispettori hanno rilevato anche l’assenza di documentazione obbligatoria sulla tracciabilità dei prodotti alimentari e gravi mancanze nei sistemi di autocontrollo Haccp. La struttura presentava inoltre difformità rispetto alle autorizzazioni sanitarie in possesso.
Il successo social che nascondeva irregolarità
La cornetteria aveva costruito il proprio impero digitale grazie a contenuti accattivanti e collaborazioni con personaggi famosi. Migliaia di clienti si mettevano in fila ogni settimana, attratti dalle foto patinate di cornetti farciti che invadevano i feed social. Yet dietro quella facciata scintillante si nascondeva una realtà ben diversa.
“Le irregolarità emerse sono di una gravità inaccettabile”, ha dichiarato un funzionario dell’Ispettorato del Lavoro. “Non si può costruire un business milionario sulla pelle dei lavoratori e a scapito della salute pubblica.”
Sanzioni e chiusura immediata
Il provvedimento di sospensione dell’attività è scattato immediatamente. La titolare dell’esercizio dovrà pagare sanzioni che potrebbero superare i 50.000 euro, considerando sia le violazioni lavoristiche che quelle sanitarie. Il locale potrà riaprire solo dopo aver regolarizzato completamente la posizione di tutti i dipendenti e ripristinato gli standard igienico-sanitari richiesti dalla legge.
So mentre i follower continuano a commentare gli ultimi post pubblicati, ignari dello scandalo, ‘Cip e Ciop’ resta con le serrande abbassate. Un caso che dimostra come il successo sui social non possa sostituire il rispetto delle regole basilari. Le autorità hanno annunciato che intensificheranno i controlli su altri locali del settore food che basano il proprio successo principalmente sulla presenza digitale.
