Palazzo del governo italiano a Roma

L’Italia ribadisce la solidarietà con i partner del Golfo mentre Meloni visita la regione nel pieno della crisi di Hormuz

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha utilizzato una serie di incontri bilaterali per ribadire la solidarietà dell’Italia con i partner del Golfo colpiti dalla crisi in corso in Medio Oriente, spingendo nel contempo per un coordinamento internazionale a tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

In una sequenza di incontri ad alto livello svoltisi nelle ultime due settimane, la premier italiana ha ricevuto espressioni di gratitudine dall’Emiro del Kuwait per i sistemi di difesa forniti da Roma, e ha avuto uno scambio di vedute con le controparti regionali sulle prospettive di de-escalation. L’Italia si è posizionata come interlocutore costruttivo tra i partner europei e le monarchie del Golfo, facendo leva su consolidati legami energetici e commerciali.

Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali, è diventato un punto di tensione fin dallo scoppio della guerra in Medio Oriente. Con le compagnie assicurative marittime che hanno rivisto al rialzo i premi di rischio per le petroliere in transito e diverse grandi compagnie di navigazione che hanno dirottato le proprie navi, l’impatto sulla sicurezza energetica europea è stato immediato e concreto.

L’attivismo diplomatico italiano va oltre la crisi contingente. A margine del Vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan, la presidente del Consiglio Meloni ha co-presieduto il secondo incontro della Coalizione europea contro le droghe insieme al presidente francese Emmanuel Macron, portando avanti un’iniziativa italo-francese volta a rafforzare la cooperazione contro le reti di traffico di droga che operano nel Mediterraneo e in Europa.

Sul piano interno, il governo si è trovato ad affrontare la doppia sfida di sostenere le imprese italiane esposte al rincaro dei prezzi energetici e di gestire le preoccupazioni dell’opinione pubblica riguardo ai flussi migratori, intensificatisi in un contesto di instabilità regionale. Misure mirate per attenuare l’impatto sulle industrie ad alta intensità energetica sono state affiancate da una costante azione di lobbying in sede europea a favore degli acquisti comuni di gas naturale e dello stoccaggio strategico di forniture critiche.

Le opposizioni hanno criticato quello che definiscono l’approccio selettivo del governo alla diplomazia mediorientale, puntando il dito in particolare sulla posizione di Roma riguardo all’Accordo di associazione UE-Israele e sulla questione più ampia di come la condizionalità sui diritti umani venga applicata ai partenariati esterni dell’Unione. Il dibattito si è sviluppato nelle commissioni parlamentari e in un panorama della società civile particolarmente vivace.

In prospettiva, l’agenda diplomatica italiana include i preparativi per il prossimo Consiglio europeo, dove i leader sono attesi a consultarsi sulla futura architettura del rapporto dell’Unione con i suoi vicinati meridionale e orientale. La posizione geografica peculiare di Roma, al crocevia tra Europa e Mediterraneo, offre al governo Meloni tanto un’opportunità quanto una responsabilità nel plasmare quella discussione.

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