TG1, gaffe su Steve Jobs: “È sugli spalti” ma è morto nel 2011

È bastata un’inquadratura sugli spalti per scatenare quello che passerà alla storia come uno degli errori più clamorosi del giornalismo televisivo italiano. Durante l’edizione serale, il Tg1 ha segnalato la presenza di Steve Jobs tra il pubblico di un evento sportivo. Peccato che il fondatore di Apple sia morto il 5 ottobre 2011.

L’errore in diretta nazionale

La gaffe è andata in onda senza filtri. Un cronista del telegiornale, inquadrando un uomo tra gli spettatori, ha esclamato con entusiasmo che si trattava del celebre imprenditore americano. L’uomo ripreso dalle telecamere portava occhiali tondi e presentava una somiglianza superficiale con il co-fondatore di Apple. Ma quella somiglianza non bastava certo a riportarlo in vita.

La notizia ha immediatamente fatto il giro dei social network, dove gli utenti non hanno risparmiato commenti ironici e critiche feroci alla redazione del principale telegiornale italiano. “Aspettiamo anche Elvis Presley in tribuna d’onore”, ha scritto un utente su X. Altri hanno chiesto verifiche più accurate prima della messa in onda.

Non è la prima volta

Quella del Tg1 non è purtroppo un’eccezione nel panorama mediatico. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli errori simili, con personaggi famosi “avvistati” in luoghi pubblici nonostante fossero deceduti da tempo. Nel 2019, una televisione spagnola aveva annunciato la presenza di Michael Jackson a un concerto. Due anni fa, un giornale britannico aveva “intervistato” quello che credeva essere un noto scrittore morto nel 2018.

Steve Jobs è scomparso all’età di 56 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas. La sua morte ha segnato la fine di un’era per l’industria tecnologica mondiale.

Le reazioni della RAI

Dalla redazione del Tg1 non sono ancora arrivati commenti ufficiali sull’accaduto. Fonti interne parlano di “un errore umano in fase di montaggio” e assicurano che verranno rafforzati i controlli prima della messa in onda. “Ci scusiamo con il pubblico per l’evidente svista”, avrebbe dichiarato un portavoce dell’emittente.

L’episodio riaccende il dibattito sulla qualità dell’informazione televisiva in un’epoca dove la velocità sembra prevalere sulla precisione. E dove anche le verifiche più elementari vengono talvolta trascurate, con risultati imbarazzanti che minano la credibilità di testate storiche.

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